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Chirurgo che utilizza un'interfaccia digitale olografica, rappresentazione dell'integrazione tra intelligenza artificiale e sanità per la diagnostica avanzata.

Intelligenza artificiale e sanità: una grande opportunità

Pubblicato il 21 Gennaio 2026 Assidai In Welfare24 /  

Il Sottosegretario di Stato Alessio Butti: “In questo campo alla spinta innovativa si unisce la componente umana, empatica, che nessun algoritmo potrà sostituire del tutto. Ma attenzione ai rischi”

“Riflettere sull’intelligenza artificiale non significa prospettare scenari futuristici. L’AI è già tra noi e sta rivoluzionando ogni ambito: economico, sociale, industriale, culturale. Ma è nella sanità che questa rivoluzione mostra tutta la sua forza”

È quanto afferma in un intervento su 24 Ore Salute, Alessio Butti, Sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, secondo il quale

“l’intelligenza artificiale è un’opportunità concreta non solo per automatizzare attività amministrative, come banalmente la gestione delle cartelle cliniche o le prenotazioni, ma per liberare tempo, risorse e creatività, per ripensare modelli di business, per integrare servizi come la telemedicina, per trasformare le strutture in veri e propri hub di innovazione.”

Attenzione anche ai rischi, ovviamente.

“Il primo è delegare troppo, ovvero pensare che l’algoritmo possa decidere al posto nostro. Dobbiamo invece rafforzare l’autonomia e la responsabilità umana, soprattutto quando parliamo di cure. Il secondo è la sicurezza. I dati sanitari sono tra i più preziosi e tra i più esposti agli attacchi. – fa notare Butti-. Servono quindi protezioni adeguate, cultura della sicurezza e cultura dell’investimento per la sicurezza. Il terzo rischio è quello delle disuguaglianze. Se l’accesso all’innovazione sarà riservato a pochi, rischiamo di creare una sanità a due velocità, due classi di pazienti, due classi di medici.”

Infine, conclude Butti, c’è il grande tema dell’etica. Chi stabilisce cosa può e cosa non può fare l’intelligenza artificiale in sanità?

“Il ruolo dello Stato in questo senso è fondamentale, deve garantire i diritti, la sicurezza, l’inclusione, ma nessuna strategia pubblica può essere davvero efficace senza il contributo attivo del mondo privato. È nella collaborazione tra pubblico e privato che può nascere un vero laboratorio di etica applicata, capace di coniugare innovazione e responsabilità.”

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