La paresi o paralisi facciale periferica è la più comune forma di mononeuropatia acuta e rappresenta la causa più comune di paralisi acuta del nervo facciale.
Definita anche paralisi di Bell, dal nome dell’anatomista scozzese Charles Bell, che per primo la descrisse, si caratterizza per un’insorgenza rapida di paralisi parziale o completa a carico del VII nervo cranico (destro o sinistro).
Si ritiene che tale condizione sia legata talvolta a un processo infiammatorio acuto locale che porterebbe a tumefazione e compromissione del nervo con conseguente disfunzione dello stesso.
Uno degli agenti principalmente implicati in questo processo flogistico è l’Herpes Simplex.
Esistono, tuttavia, altri tre tipi di cause classificabili in base al decorso del nervo in:
- intracraniche (in caso di meningiti, fratture della base cranica ecc.);
- intratemporali (in caso di otiti, carcinomi dell’orecchio medio ecc.);
- extracraniche (in caso di ferite facciali, traumi, parotiti e la più comune da freddo).
I segni caratteristici della patologia sono rappresentati da una paralisi parziale o completa dei muscoli mimici dell’intero emivolto coinvolto.
Il 75% dei pazienti affetti da paralisi di Bell guarisce spontaneamente; tuttavia, ricerche recenti hanno dimostrato che la terapia con farmaci steroidei e un antivirale (aciclovir) probabilmente è efficace per migliorare la funzionalità facciale insieme all’utilizzo di vitamine del gruppo B, che hanno un’azione neuroprotettiva.











