La Capital Medical University di Pechino: chi ne usa una ha il triplo di possibilità di astenersi dal fumo per almeno sei mesi rispetto a chi decide di smettere senza nessun aiuto. L’efficacia aumenta con i farmaci.
Le app per smartphone appositamente progettate possono essere un valido aiuto per smettere di fumare, specie se si basano su terapie cognitivo-comportamentali e sono abbinate alle terapie farmacologiche.
È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori e dalle ricercatrici della Capital Medical University di Pechino pubblicato sulla rivista internazionale di review medica BMJ Evidence-Based Medicine.
In altre parole – si sostiene – che le app per smartphone siano diventate strumenti digitali di spicco per smettere di fumare, grazie alle loro interfacce interattive, al design multifunzionale e ai sistemi versatili di distribuzione dei contenuti.
Ad oggi, esistono app di diverso tipo, ma in genere forniscono un percorso di cessazione dal fumo con funzioni che possono includere materiali didattici, monitoraggio dei progressi, supporto motivazionale tramite messaggi automatici e componenti interattivi, spesso con un livello di personalizzazione su misura per l’utente.
Il paper realizzato ha passato in rassegna congiuntamente 31 studi, che avevano coinvolto complessivamente oltre 12 mila persone, e ha confermato l’efficacia delle app. In particolare, è emerso che chi ne usa una ha il triplo di possibilità di astenersi dal fumo per almeno sei mesi rispetto a chi decide di smettere senza nessun aiuto.
L’efficacia aumenta quando vengono abbinate ai farmaci: in tal caso, le probabilità di successo dall’uso combinato di app e medicinali sono del 77% più alte rispetto ai soli medicinali. Inoltre, sottolinea lo studio, in linea generale le app che hanno dimostrato maggiore efficacia sono quelle basate su terapie cognitivo-comportamentali.
Insomma, risultati molto promettenti, anche se la cautela è d’obbligo, vista soprattutto l’estrema variabilità tra le diverse applicazioni testate.











