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Il Professor Massimo Di Maio, Presidente AIOM, durante un'intervista sulla prevenzione primaria in oncologia per Welfare24 di Assidai

“La prevenzione primaria è la sfida più importante”

Pubblicato il 13 Maggio 2026 Assidai In Welfare24 /  1

“La prevenzione primaria è la sfida più importante nella lotta contro il cancro ed è vitale per investire sulla salute complessiva della nostra società, garantendo la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Fino al 40% dei tumori sarebbe prevenibile se la popolazione adottasse stili di vita salutari”.

A parlare è il Professor Massimo Di Maio, Presidente dell’Aiom, Associazione italiana di oncologia medica.

Professor Di Maio, il 4 febbraio è stata celebrata la giornata mondiale contro il cancro. Qual è il suo significato?

Il motto a livello globale è “United by unique”: esaltiamo l’unicità di ciascun paziente, ma sottolineando che non si è soli nel percorso oncologico. Noi, come Aiom, abbiamo deciso di declinarlo enfatizzando il concetto di collaborazione per una gestione ottimale dei pazienti. Per la cura sono importanti gli aspetti di supporto e di gestione multidisciplinare, così come la ricerca deve essere agevolata in quanto parte integrante della cura: insomma, non siamo soli come specialisti ma è uno sforzo collettivo, da declinare in una discussione collegiale dei casi.

A cinque anni dalla diagnosi è vivo il 70% delle pazienti e dei pazienti, negli anni ‘70 era il 50%. A cosa dobbiamo questo miglioramento? Proseguirà in futuro?

La statistica ci conforta, nel tempo la prognosi e l’aspettativa di vita migliorano e i dati italiani sono mediamente favorevoli rispetto ad altri paesi europei grazie all’universalità della sanità pubblica.

C’è un progresso, ma ci vuole sempre equilibrio e rispetto per i malati che affrontano un percorso di malattia sfavorevole, non diamo messaggi troppo trionfalistici, ogni anno 180mila persone in Italia muoiono di tumore.

Se è vero che per alcuni tipi di cancro abbiamo sviluppi indiscutibili, per altri non vale lo stesso, per esempio il tumore del pancreas, e servono più innovazione e ricerca. Gli sviluppi positivi sono legati alla diagnostica e agli screening efficaci, che ci aiutano nelle diagnosi precoci, oltre che a terapie indiscutibilmente migliori.

Tuttavia si può progredire ancora e dobbiamo crederci. La fase diagnostica oggi mediamente ha una maggiore complessità, che va garantita in maniera ottimale.

Al tempo stesso va assicurata la tempestività e l’adeguatezza delle cure in modo uniforme sul territorio italiano: serve un’innovazione equa. Non è facile, ma è una sfida che mi piace identificare con la vetta di una montagna da raggiungere.

Qual è il valore della prevenzione primaria e quale quello degli screening periodici per abbassare l’incidenza e la mortalità dei tumori?

La prevenzione primaria è la sfida più importante e Aiom sposa completamente questa filosofia: è vitale per investire sulla salute complessiva della società, garantendo la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Fino al 40% dei tumori sarebbe prevenibile se la popolazione adottasse stili di vita salutari, partendo da una dieta equilibrata e dal non fumare. Gli screening sono una preziosa opportunità per aumentare le chance di guarigione di chi si ammala.

Nella diffusione dei tumori vede differenze tra l’Italia e gli altri Paesi europei, anche per le singole tipologie di cancro?

A volte l’Italia ha valori in linea all’Europa, a volte un po’ migliori. Per esempio oggi nel mondo stanno aumentando i tumori in età giovanile, in particolare gastrointestinali. Questo deve essere un campanello d’allarme “costruttivo”, enfatizzando l’importanza degli stili di vita e della prevenzione: su queste cose meglio giocare d’anticipo.

Massimo Di Maio è Presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e Professore ordinario di Oncologia Medica presso il Dipartimento di Oncologia dell’Università degli Studi di Torino. Dal 2023 è Direttore della SC Oncologia Medica 1 presso l’Ospedale Molinette (AOU Città della Salute e della Scienza di Torino). Le sue principali aree di interesse sono la metodologia degli studi clinici in oncologia, i patient-reported outcomes nella ricerca clinica e nella pratica clinica.

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