Il Piano del Ministero della Salute registra l’assenza di irregolarità su 767 campioni: la presenza di Ogm autorizzati resta minima, garantendo trasparenza e sicurezza al consumatore
Il sistema di controllo ufficiale sugli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) in Italia si conferma un dispositivo di vigilanza consolidato, fondato sulla collaborazione tra il Ministero della Salute, il Centro di referenza nazionale (CROGM) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Dal 2006, il Piano Nazionale di controllo opera per coordinare le attività delle Autorità sanitarie regionali e provinciali, in conformità con i regolamenti europei 1829/2003, 1830/2003 e il più recente regolamento UE 625/2017. L’obiettivo primario rimane la verifica del rispetto dei requisiti di etichettatura e la sicurezza alimentare nel settore dei prodotti geneticamente modificati.
I dati relativi all’attività svolta nel 2024 – come si legge nella Relazione specifica – delineano un quadro di sostanziale stabilità rispetto agli anni precedenti, confermando la piena efficacia delle procedure di verifica lungo l’intera filiera. Su un totale di 640 campioni prelevati e analizzati sul territorio nazionale, la percentuale di campioni positivi alla presenza di OGM è stata infatti del 4,7%. Un dato di particolare rilievo tecnico è l’assenza totale di campioni non conformi: questo significa che, nei casi in cui è stata rilevata la presenza di OGM, questa rientrava nei limiti di tolleranza o rispettava gli obblighi di dichiarazione previsti dalla normativa vigente.
Parallelamente ai controlli territoriali, un ruolo tecnico di primo piano è svolto dai Posti di Controllo Frontaliero (PCF), che rappresentano il primo presidio sanitario per le merci provenienti da Paesi terzi. Nel corso dell’anno, i PCF hanno effettuato 127 campionamenti, i quali hanno dato esito regolare in ogni singola istanza. Tale evidenza sottolinea l’accuratezza nelle procedure di importazione e la corretta applicazione dei protocolli di controllo alla nazionalizzazione dei prodotti.
Il supporto analitico è garantito da una rete di laboratori pubblici che, sotto il coordinamento del Laboratorio nazionale di riferimento presso l’IZS del Lazio e della Toscana, ha processato complessivamente 767 campioni. La sinergia tra l’attività dei laboratori e la vigilanza degli operatori del settore alimentare – i quali monitorano le fasi che vanno dall’approvvigionamento delle materie prime alla commercializzazione del prodotto finito – assicura la piena tracciabilità dei flussi.
In conclusione, le rilevazioni del 2024 confermano che sul mercato alimentare italiano la presenza di OGM autorizzati rimane estremamente contenuta e a concentrazioni minime. Il rispetto rigoroso degli obblighi di etichettatura garantisce la trasparenza informativa dovuta al consumatore, consolidando un modello di gestione del rischio basato su evidenze scientifiche e controlli capillari.











