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04/04/2007
Cresce la pensione fai da te
Riforma Pensioni | -
Poco alla volta gli Italiani sembrano essere entrati nell'ottica di doversi arrangiare se vogliono portare a casa una pensione dignitosa per campare.
Così se i dati ormai dicono che le pensioni prossime ormai ammonteranno a circa il 50% dell'ultimo salario, allora diventa ovvia, per chi è possibile, la corsa alla previdenza complementare.
I dati diffusi dalla Covip, infatti, dicono che a fine 2006 gli iscritti ai fondi pensione hanno superato quota 3,2 milioni. Con una particolarità: le adesioni ai fondi pensione di categoria, nonostante le novità a loro favore, mettono a segno nel 2006 una crescita di appena il 4,3%.
Chi invece fa i numeri sono le polizze pensionistiche individuali che mettono a segno un +16,9%.
La Commissione spiega che in numeri assoluti a fine 2006 le polizze individuali sono arrivate a quota 948.424, raccogliendo il 36,4% delle risorse, ormai tallonano gi iscritti ai fondi negoziali, arrivati a quota 1.205.242 iscritti, pari al 21,4% delle risorse complessivamente destinate alle prestazioni.
Chi tiene ancora banco sono i cosiddetti fondi pensione aperti, che non a caso sono andati meglio di quelli negoziali, registrando nel 2006 un aumento delle adesioni pari a 8,2%, arrivando a 440.486 iscritti.
A proposito di fondi, la Commissione spiega che il numero dei fondi pensione a fine 2006 era arrivato a 581, di cui 42 sono fondi negoziali, 84 aperti, e ben 455 preesistenti, tutti mettono insieme un gruzzolo destinato a previdenza integrativa che sfiora i 50 miliardi di euro.
Il punto comunque è che i fondi negoziali, legati agli accordi tra sindacati, imprese, non vanno poi così bene. Sono in ritardo rispetto ai fondi aperti, pur potendo questi ultimi contare fino al 2006 solo sui contributi e non sul Tfr, ovvero sui soldi accantonati per la vecchia liquidazione.
E adesso con la riforma del Tir è previsto che la quota possa essere destinata a chi il lavoratore ritiene più adeguato per integrare al sua pensione, per cui i fondi negoziali avranno una ulteriore concorrenza.
Infine una rassicurazione, nel mezzo della campagna che durerà fino a giugno per la scelta del collocamento del Tfr: i dati della Covip dicono che i fondi pensione hanno avuto rendimenti molto più sostenuti della rivalutazione netta del Tfr con una percentuale di crescita in quattro anni più che doppia (il 23,4% contro il 10,8% della rivalutazione del Tfr).
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