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07/07/2006
Assicurazione vita e risparmio delle famiglie italiane
Sanità e Pil | -
Nel 2005 il reddito disponibile delle famiglie è aumentato del 2,5% in termini nominali e dello 0,2% in termini reali, mostrando una netta decelerazione rispetto al 2004, quando la crescita reale era stata pari allo 0,9%.
A un aumento delle retribuzioni unitarie, cresciute in termini nominali del 2,9%, ha fatto fronte una modesta espansione dell'occupazione: le unità di lavoro dipendente sono cresciute dell'1,3% rispetto al 2004, mentre il numero dei lavoratori indipendenti è sceso del 4,5%. A frenare la crescita del reddito disponibile è stata la lentissima evoluzione dei redditi netti da proprietà, cresciuti dell'1,7%, rispetto al 4,8% del 2004, a causa del forte aumento degli interessi passivi dovuto alla sensibile espansione dei prestiti immobiliari e del credito al consumo.
Nonostante i segnali di ripresa dell'economia manifestatisi nella seconda metà dell'anno, le incertezze sugli sviluppi economici di medio periodo e sulle riforme del sistema pensionistico continuano a fare aumentare il tasso di risparmio degli italiani, che nel 2005 è stato pari al 14% del reddito disponibile, con una crescita di 0,1 punti percentuali rispetto al 2004.
Nel 2005 il risparmio finanziario delle famiglie, definito come la differenza tra il flusso lordo delle attività e quello delle passività, è diminuito del 14,6% rispetto al corrispondente periodo del 2004, a causa della debole crescita del reddito disponibile da un lato e della forte accelerazione degli investimenti in abitazioni dall'altro. La rivalutazione delle azioni ha contribuito in maniera determinante all'aumento della ricchezza finanziaria, cresciuta del 7,1% in un anno e pari a poco meno di 3.300 miliardi di euro, 3,3 volte il reddito disponibile, contro una media europea di 2,8 (nel 2004).
Il persistere di bassi tassi di interesse reali ha spinto le famiglie a investire in attività finanziarie caratterizzate da livelli di rendimento e rischio più elevati, invertendo la tendenza degli ultimi anni. Il 24,5% del flusso lordo di attività finanziarie (33 miliardi di euro) è stato investito in azioni e partecipazioni italiane; il 20,5% (28 miliardi) in titoli esteri a medio e a lungo termine. A fronte di cessioni nette pari a 30 miliardi di euro di titoli di Stato italiani a medio e a lungo termine si è registrato un investimento per 7 miliardi in obbligazioni emesse dalle imprese.
Gli acquisti netti di polizze vita (39,4 miliardi di euro) hanno rappresentato il 29% del flusso lordo di attività finanziarie, valore in linea con quello dell'anno precedente (30,1%).
Alla fine del 2005 le polizze vita rappresentano il 10,6% del portafoglio delle famiglie italiane (10,3% nel 2004); le quote di fondi comuni, italiani ed esteri, il 10,3% (8,3% i soli fondi italiani). Gli acquisti effettuati e la rivalutazione dei corsi azionari avvenuta nel 2005 hanno fatto crescere la proporzione di azioni, italiane ed estere, dal 22,2% nel 2004 al 24,6% nel 2005.
Nel 2005 la raccolta netta complessiva dei fondi comuni di diritto italiano è stata pari a 8.443 milioni di euro. A forti disinvestimenti nel comparto azionario e in quello di liquidità si sono contrapposti afflussi cospicui nei comparti obbligazionario e flessibile.
Alla fine dell'anno il patrimonio investito era pari a 584.547 milioni di euro, con una crescita dell' 8,8% rispetto al 2004. I primi quattro mesi del 2006 hanno visto un aumento della raccolta pari a 3.156 milioni di euro, concentrato soprattutto nei fondi flessibili e in quelli azionari, mentre il permanere di tassi d'interesse bassi ha provocato significativi deflussi dai fondi obbligazionari e di liquidità. A fine aprile il patrimonio gestito dai fondi comuni era pari a 616.719 milioni di euro, in crescita del 13,5% rispetto allo stesso periodo del 2005, grazie soprattutto al buon andamento dei corsi azionari.
>>Assinews<<
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