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11/10/2006
Fondi integrativi anche nel pubblico impiego
Riforma Pensioni | -

ROMA - Nel 2007 decolleranno anche i fondi integrativi nel pubblico impiego. L' obiettivo è stato annunciato dai ministri per le Riforme e l' innovazione, Luigi Nicolais, e del Lavoro, Cesare Damiano, al termine della riunione che si è svolta mercoledì, a Palazzo Vidoni, con le organizzazioni sindacali sulla previdenza complementare nel pubblico impiego. Il ministro Damiano ha spiegato che tra il settore pubblico e quello privato ci sarà un "percorso parallelo". L'obiettivo, ha confermato, è quello di dare una pensione, specie ai giovani, che si aggiunga a quella pubblica. Per Nicolais, quello della previdenza integrativa nel pubblico impiego è un "argomento di grande importanza rimasto fermo per tanto tempo e che merita attenzione. Credo che nel 2007 ci sarà anche per il pubblico impiego la disponibilità della previdenza complementare". Alla riunione ha partecipato anche il sottosegretario all' Economia, Paolo Cento, il quale ha sottolineato l' importanza politica dell' incontro, con il quale si è deciso di "attivare un tavolo anche per i dipendenti pubblici".
Il 24 novembre si riunirà il comitato di settore di enti locali e sanità che dovrà esprimersi sull'intesa raggiunta da tempo tra Aran e sindacati per l'istituzione del fondo. Manca, invece, ancora l'accordo per i ministeri e il parastato (tra cui Inps, Inpdap, Inail). I sindacati hanno chiesto oggi al governo che sia presentato un emendamento alla Finanziaria in base al quale le risorse già previste per le amministrazioni centrali possano essere utilizzate anche per l'avvio dei fondi per i comparti di parastato, università, enti locali e sanità. Secondo le intenzioni del governo, dunque, partirà in tempi ristretti un tavolo tecnico per affrontare alcune problematiche specifiche del pubblico impiego, dove si registra sul fronte della previdenza integrativa un notevole ritardo. L'introduzione della seconda pensione anche per i dipendenti pubblici, infatti, fu prevista già dalla riforma Dini del 1995, come una sorta di 'scambiò per l'eliminazione delle cosidette pensioni-baby. Chi dunque all'epoca aveva meno di 18 anni di contributi è passato al metodo contributivo, con conseguente riduzione del trattamento pensionistico. Pertanto, - rilevano da tempo i sindacati - c'è un problema di sperequazione tra il settore pubblico e quello privato, perchè i lavoratori privati si sono potuti costruire la pensione integrativa, mentre i quelli pubblici hanno perso più di dieci anni che non potranno essere recuperati.
Fino ad oggi l'unico fondo che è stato avviato è quello della scuola, chiamato 'Esperò. Nel pubblico impiego, inoltre, per chi è stato assunto dopo il 2000 vige il principio del silenzio-assenso come nel settore privato. Per i lavoratori assunti prima, invece, l'assenso ad aderire al fondo va espresso con conseguente trasformazione del trattamento di fine servizio (tfs) in trattamento di fine rapporto (tfr). Secondo il coordinatore del dipartimento settori pubblici della Cgil, Michele Gentile, oggi è stato confermato l'impegno a rimuovere gli ostacoli per la previdenza integrativa per ministeri e parastato. "Stiamo dunque sulla scia del Dpef, aspettiamo l'avvio dei fondi per il recupero di questo gap". Critica la federazione delle Rappresentanza di Base (Rdb), che ha chiesto a Damiano che parte dei 17 milioni della campagna informativa per promuovere i fondi sia destinata anche a informare sulle ragioni dell'opportunità a non aderire ai fondi. Paolo Palmieri della segreteria delle Rdb ha fatto notare come nella scuola le adesioni si fermino a 30 mila. "Il principio del silenzio-assenso, inoltre, - ha detto - non deve entrare nel pubblico impiego" Preoccupazioni per i ritardi che si registrano nel settore pubblico per la previdenza complementare sono stati espressi anche dalla Cisal.
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